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BERENICE La biondona procace stazionava sulla porta del suo baretto evidentemente soddisfatta della vita e di ciò che madre natura le aveva donato, infatti la sua camicetta esibiva, in modo fintamente trasandato, i due primi bottoni slacciati per permettere alla sua prosperosità di prendere aria. Quando mi vide mi gratificò di un largo sorriso e usò la sua bella voce - Cera qualcuno che la cercava, poco fa. - Ah sì? - Un tizio non molto alto con laria piuttosto sveglia. - Carino? - Per i miei gusti preferisco lei... - si bloccò interdetta - Non vorrà dirmi che anche lei... Ci avevate mai pensato? Uomini o donne che siate, se volete eliminare sedutastante certe attenzioni piuttosto pressanti di un (una) collega o di un ammiratore (ammiratrice), sarà sufficiente far capire che potreste essere dellaltra sponda o, che so, un prete in abiti borghesi o un terziario francescano... Il più delle volte risolve tutto. Lammiratore o lammiratrice si sentono spiazzati perché realizzano di aver commesso un grosso errore, di non essere riusciti a capire che non eravate la persona giusta... Certo, la cosa presenta anche i suoi lati negativi. Se vivete in un ambiente piuttosto ristretto mentalmente, ad esempio, letichetta di omosessuale potrebbe essere fastidiosa, così come quella di bigotto baciabanchi... decidete voi. La biondona comunque mi guardava improvvisamente con altri occhi, rosa dal dubbio. - Lei che ne dice? - Noo! Lei mi sta prendendo in giro! Che ne direbbe di fare una prova? Ignorai la proposta - Potrebbe essere più precisa circa laspetto di questo signore? - Un tipo sulla trentina, alto più o meno un metro e settantacinque, capelli neri tagliati molto corti, un viso quadrato con gli occhi simili a due lame... Ma non gonfi, non so se mi capisce, come quando cerchiamo di mettere a fuoco qualchecosa e stringiamo le palpebre... Lho guardato con attenzione ma non sono riuscita a vedere il colore dei suoi occhi... Aveva un modo di fare spiccio ma non maleducato, della persona che sa quello che cerca e non vuole perdere tempo... Non mi ricordava nessuna conoscenza e allora decisi di stuzzicare un po la fanciulla - Dalla descrizione direi che sia il tipo adatto a lei... Mi fissò con lo sguardo di chi la sapeva lunga - Lei si sta burlando di me, giovanotto. Stia attento perché potrebbe venire il giorno in cui le parti potrebbero essere invertite : lei ci starebbe e io avrei di meglio da fare... Le diedi un buffetto sulla guancia - Perché non conosci le mie capacità di seduttore! E la lasciai con un palmo di naso dirigendomi verso il mio antro. Chi poteva essere Occhiofino? Il mio schedario cerebrale non forniva alcuna risposta e, ve lo garantisco, ho una discreta memoria per le facce. Misi da parte il pensiero e cercai di concentrarmi sul racconto di Marta. Ancora stavo chiedendomi se si fosse trattato di una recita organizzata a mio uso e consumo. La ragazza non aveva avuto esitazioni e mi aveva spiattellato una storia abbastanza convincente... forse era la verità, forse era soltanto un cocktail di verità e menzogna però non avevo elementi per confutarlo. Mi servivano riscontri. Decisi di approfittare del telefono e della gentilezza del signor Telecom. Per primo chiamai Mistrorigo. - Novità vecchio? - È un completo casino Fassino! Qui si potrebbero scrivere almeno un paio di romanzi degni del miglior autore russo! Luomo aveva sicuramente una vita intensa ed intricata ed il problema consiste nel vagliare con attenzione per dividere la verità dal mito... - Come parli bene! Viviamo lo stesso problema, allora. Che mi dici del rapporto con il femminile? - Cavoli! Qui la cosa si fa ancora più intricata! Cè di tutto! Chi lo dice pedofilo, chi voyeur, chi addirittura omosessuale, fai tu! - E, secondo te, perché esiste unimmagine così controversa? - Te lo dirò il giorno che cambierò mestiere e sulla scrivania avrò la palla di vetro! - Forse posso esserti daiuto Pino... - Stai scherzando? Tu aiuti me... - Parlo seriamente Pino. Mi brucia quanto è accaduto al Pep... Ti dice niente il nome Marta Piantavigna? - Piantavigna... Piantavigna... - udii un fruscio di carte - No. Chi sarebbe la donzella? - Un personaggio che vale la pena di intervistare ma ti consiglio di farlo personalmente perché è una vera gioia per gli occhi! Forse non ti dirà niente di interessante ma ho la sensazione che non aspetti altro... - Alludi allintervista o alla gioia per gli occhi? - Entrambe. Poi sappimi dire. Gli diedi lindirizzo di Marta. Di seguito provai a rintracciare il commissario Perfetti ma non mi fu possibile perché era fuori stanza. No, non siate maligni, non pensai che fosse al bar come di solito si maligna di tutti i dipendenti statali, lo immaginai invece intento ad interrogare qualche indiziato o forse stritolato nella morsa di qualche personaggio molto importante. Mi rimaneva un passo piuttosto azzardato ma decisi di affrontarlo. Formai il numero di casa Rimonta mentre mi ripassavo la poesia. Rispose una voce maschile - Casa Rimonta, chi parla? - Buon giorno, sono il dottor Fassino della Procura della Repubblica, vorrei rivolgere una domanda alla signora. Il tono di voce del mio interlocutore si fece più duro - Avete terminato linterrogatorio stamattina! Non potreste lasciarla in pace per un po? Cercai di essere gentile - Ha ragione, le chiedo scusa, ma si tratta soltanto di una precisazione. Cercavo di evitarle un nuovo interrogatorio o di doverla convocare in Procura... State pensando che potrei fare lattore? Siete fuori strada, un attore di solito si bea della propria interpretazione, nel mio caso, invece, il più delle volte è soltanto la forza della disperazione a spingermi! - Sono Berenice Rimonta. Una voce stanca e proprio per questo piuttosto piatta. Berenice... Berenice... se i miei ricordi non mi mentivano rammentavo una costellazione, qualche cosa che aveva a che fare con i capelli... - Mi regali qualche minuto del suo tempo, signora... - Il dottor Fassino? - Sono Fassino, signora, sono il collega delluomo che è stato ucciso durante la sorveglianza alla casa della segretaria di suo marito... Ci fu qualche secondo di silenzio. - Franca... Sì, capisco, cosa desidera? - Vorrei riuscire a chiarire questa faccenda che trovo piuttosto complicata... - Sapesse quanto lo desidero io! - Allora potrà aiutarmi, sicuramente! Lei cosa ne pensa? - Come? Non capisco... - Veramente suo marito si sarebbe suicidato? - Sono veramente stanca signor Fassino, sono stufa di rispondere sempre alle stesse domande... Mi scusi, cerchi di capirmi... Il suo amico non centrava in questa storia e nemmeno Franca... Probabilmente non centrava nemmeno Attilio... Vuole che le risponda francamente? Attilio sarebbe uscito distrutto se ci fosse stato uno scandalo... - È una risposta affermativa? - Ma non avrebbe mai accettato di fare il capro espiatorio... - Vuol dire che avrebbe coinvolto altre persone? - Sicuramente... - Unaltra cosa signora, sia gentile. Avrà constatato quante siano le iene pronte a darsi da fare in questa situazione... Alcune hanno preso contatto con me. Conosce una certa Marta Piantavigna? - Una delle tante ragazze di Attilio? - Infatti. - No, il nome mi è assolutamente nuovo ma potrei fornirgliene almeno unaltra dozzina... - Relazioni vere o presunte? - E chi lo sa? Vede, nessuna donna può mettere la mano sul fuoco circa la fedeltà del marito e io non credo di essere in una posizione migliore. So però che esisteva un certo dialogo tra me ed Attilio, so che la sua sessualità era piuttosto contorta, so che cercava conferme per non ammettere... - Temeva di essere omosessuale? - Precisamente. - La pubblicizzazione di questo fatto avrebbe potuto costituire un motivo valido per il suicidio? - Chi può dirlo... Attilio affermava sempre che si trova una soluzione a tutto ma potrebbe essere soltanto un modo di dire... - Lei mi è stata di grande aiuto signora, mi scusi per il disturbo. - Spero veramente di esserle stata utile, spero anche che lei possa contribuire a risolvere questa faccenda, una volta per tutte. |
