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IL COMMISSARIO PERFETTI Perfetti mi prese con forza per le spalle e mi obbligò a sedermi sul divano - Cerca di calmarti. Non ti ho mai visto in queste condizioni. - Aveva ventinove anni! Cristo! Aveva tutta la vita davanti ed era uno che sapeva viverla, puoi giurarci! Se Dio voleva finalmente ero riuscito a frenare le lacrime, mi soffiai il naso più o meno come fanno le donnette dopo un pianto liberatorio. Perfetti si era seduto sulla poltrona davanti a me ed era indeciso sul da farsi. Le nostre schermaglie erano ormai proverbiali in questura ma si presentava del tutto nuovo il fatto che io fossi così scosso. - Ce la fai a parlare Fassino? - Sì, credo di sì. - Chi era luomo dellandrone? - Giuseppe di Liberto, un ex carabiniere, un collaboratore occasionale. - Vuoi raccontarmi la faccenda per sommi capi? Gli parlai dellincontro con Franca Brendolan, delle sue paure, dellorganizzazione della sorveglianza, dei primi due giorni di lavoro, non avevo più un cliente e quindi non dovevo salvaguardarne la privacy. - Così aveva finto che la sorvegliata fosse la sorella... - Già. In un certo senso glielho suggerito io e lei è stata al gioco... Credo che, nella situazione che stava vivendo, non si fidasse di me, che non si fidasse di nessuno... - Perché non è rivolta alla polizia? - Perché non voleva coinvolgere nessuno. Le avreste concesso la protezione se non vi avesse raccontato la storia con tutti i particolari? - Chissà... Credo di no, comunque... Cè pieno di mitomani in giro e abbiamo bisogno anche noi di giustificare le nostre spese... Mi spiace per il ragazzo, era alle prime armi? - Chi? Il Pep? Quello era capace di stendere un uomo della mia taglia se ce ne fosse stata la necessità! - Però non abbiamo trovato segno di colluttazione sul suo corpo, nessuna ecchimosi o graffio o contusione... - E questo è abbastanza strano... Posso pensare che a fare il lavoretto sia stato qualcuno che conosceva... - È una domanda di routine Fassino, tu non centri, vero? Reagii fulminandolo con lo sguardo e poi scrollai stancamente la testa - No. Mi conosci troppo bene per sapere che non riuscirei a fare una cosa del genere... E il Pep era mio amico... - Per una logica perversa potresti aver eliminato lui ma non credo lo avresti fatto con la tua cliente, già te ne ritrovi pochi se poi cominci ad ammazzarli... Tirai la bocca in uno stanco sorriso - Perfetti... Voglio collaborare con voi. Accetterò qualsiasi condizione ma devo darmi da fare in qualche modo... Devo assolutamente scoprire chi ha ammazzato il ragazzo... - Lodevole intenzione Fassino ma le assunzioni presso la polizia di stato attualmente sono bloccate e non vedo in quale modo potresti collaborare alle indagini. Adesso aspetti che arrivi i Procuratore, rispondi alle sue domande e poi ti metti tranquillo. Stattene buono e lascia fare a noi... Facciamo così, tieniti in contatto e ti riferirò a che punto stanno le indagini. - Non ce la faccio! Non posso starmene con le mani in mano aspettando che qualcuno sbrogli la faccenda! Se poi vi muovete con i vostri tempi... - Non cominciamo con le insinuazioni, per cortesia! Ti sto trattando con i guanti soltanto perché hai una faccia che farebbe spaventare un beccamorto! Fai quello che ti ho detto e non ficcare il naso dove non ti compete! La faccenda è estremamente delicata, Fassino. Abbiamo già due cadaveri e dovremo per forza andare a frugare nel melmoso mondo della politica... Stattene buono, dammi retta. Oltre che per la mia stazza fisica, per il mio fascino a volte misconosciuto e per la mia dabbenaggine, sono conosciuto in Italia e allestero, per la mia congenita incapacità di seguire i consigli premurosi e intelligenti. Probabilmente Perfetti aveva ragione da vendere e avrei fatto meglio a starmene tranquillo in attesa dello sviluppo degli eventi ma Pep era mio amico e ci aveva lasciato le penne mentre stava lavorando per me... Gli dovevo il mio impegno, dovevo riuscire a trovare quellanimale che lo aveva ammazzato. Forse più che per Pep dovevo farlo per me stesso, per ritrovare ol coraggio di guardarmi allo specchio senza sputarmi in faccia, per riconquistare una sorta di tranquillizzazione senza andare a pensare allo spirito vendicativo che mi animava. Possedevo soltanto un elemento, un appiglio per proseguire la mia indagine ed era rappresentato dallonorevole Attilio Rimonta o, come lo chiamava Pino, lonorevole Montone. Era da lì che dovevo cominciare. Cercai il numero sullelenco telefonico e lo composi senza indugi. Dopo qualche squillo mi rispose la voce di una bambina. - Sono Sam Fassino posso parlare con il signor Rimonta? - Devo guardare...Non so se sia in casa... - avevano addestrato bene la fanciulla. - Digli che ho un messaggio da parte della signorina Brendolan... - Aspetti che guardo se cè. Attesi soltanto un paio di minuti. - Rimonta. Chi parla? - una voce pacata, calda e tranquilla ma decisa. - Buon giorno. Sono Sam Fassino dellAgenzia Zac. Ero stato incaricato di sorvegliare la casa della signorina Brendolan. - Chi le aveva dato lincarico? - La signorina stessa. Evidentemente temeva per la sua vita e non aveva tutti i torti... - Capisco signor Fassino. Lei comprenderà che si tratta di un momento particolare e particolarmente tragico. Nel pomeriggio avrò un incontro con il magistrato incaricato delle indagini... Se vuole possiamo incontrarci fra qualche giorno e sarò ben felice di dedicarle tutto il tempo... Lo interruppi - Lascio decidere a lei, onorevole. Mi pare che non sia ansioso di sapere perché le ho telefonato. Daccordo, nel frattempo, soltanto per ingannare il tempo si intende, potrei scambiare quattro chiacchiere con il mio amico dottor Pino Mistrorigo, redattore della cronaca locale de lArena, per ripetergli, per filo e per segno senza omettere una virgola, quello che la signorina Brendolan mi ha raccontato in un colloquio molto confidenziale e particolareggiato... Rimonta reagì con un tono risentito - Sta tentando di ricattarmi Fassino? Non poteva vedere il mio sorriso di reazione - Sbagliato! Non ho queste abitudini caro onorevole. Abitualmente sguazzo nelle fogne è vero ma credo di essere molto più pulito e profumato di lei e di molti dei suoi amici e conoscenti! - lo dissi con vera soddisfazione - La realtà, molto tragica anche per me, è che un mio collaboratore è stato ammazzato e mi piacerebbe scoprire da chi e perché. - Capisco... Mi scusi ma non ero al corrente di questo particolare... Lei è libero nella mattinata? - A sua completa disposizione. - Dove ci incontriamo? - In qualsiasi posto che non sia un androne buio... |
