ATTILIO RIMONTA

Avevo concentrato la mia attenzione sull’interno della chiesa che mi riportava alla mia infanzia parrocchiale e anche sul lento incedere del sacrestano zoppo che provvedeva ad accendere le candele sull’altare alla mia destra dove probabilmente si sarebbe celebrata una funzione.
Franca Brendolan si era isolata in un silenzio molto intimo, pareva avesse dimenticato il mondo e fissava un punto davanti a se, assolutamente immobile.
Finalmente si scosse e parlò senza guardarmi - E va bene, se non ci sono altre possibilità, facciamo come dice lei... Lei... Ecco, signor Zac, lei conosce... Ha mai sentito nominare l’onorevole Rimonta? - mi chiese.
- Rimonta?... Se allude ad Attilio Rimonta dell’ex Democrazia Cristiana e attualmente di qualche partito pieno di PI, certo, lo conosco. Di fama, non di persona.
- È proprio lui.
Mi riapparivano davanti agli occhi gli enormi manifesti che avevano tappezzato i muri della città in concomitanza con le elezioni politiche di qualche anno prima.
Mostravano un bel viso maturo, con le tempie brizzolate, ben rasato e rassicurante di un quarantacinquenne ben pasciuto.
La pettinatura con la scriminatura, un largo sorriso bianchissimo e rassicurante, occhiali cerchiati d’oro rassicuranti su un paio d’occhi chiari dallo sguardo limpido e uno slogan rassicurante e stimolante.
LASCIA FINALMENTE DA PARTE IL VECCHIO, LASCIA FINALMENTE DA PARTE LO SCONTATO, INSIEME CON ME PUOI CAMBIARE, INSIEME CON ME RIMONTA!
Se non andavo errato, il rassicurante onorevole era riuscito a ragranellare una considerevole quantità di voti con quel suo espediente!
- Lo ricordo, anche se devo candidamente confessarle di non aver votato per lui.
- Nemmeno io! - dichiarò di rimando la donna.
- Cosa c’entra l’onorevole con questa faccenda?
- Non so, forse non c’entra per niente... Ma, vede, la persona che lei dovrebbe sorvegliare, questa signora è... è stata, per più di tre anni e mezzo, appunto la segretaria particolare dell’onorevole Rimonta.
- E allora?
Mi piantò in faccia i suoi occhioni sorpresi piegando leggermente la testa di lato - Ma come? Immagino che lei sarà certamente al corrente del polverone che si sta sollevando attorno a buona parte dei deputati e politici veronesi in questo momento!... Ma sì!... Per tutte quelle storie di tangenti e contributi elargiti ai vari partiti in modi non sempre troppo puliti e regolari, diciamo... Per non parlare poi dei vari appalti che sarebbero stati assegnati in modo non del tutto limpido e gratuito...
Ricambiai l’ingenuità del suo sguardo per quanto poco ingenuo potesse essere il mio - Vede Franca, io non sono assolutamente interessato alla politica. Credo che, così come viene trattata, sia una delle attività più sporche e mistificatorie che ci siano e, conseguentemente, non me ne occupo... Ma può cercare di spiegarmelo lei, se vuole.
Accennò un sorriso come a schernirsi - Io?... Vuole scherzare signor Zac? Non so se sono in grado di farlo, anch’io non sono molto qualificata... Senta, limitiamoci per adesso, a prendere atto della situazione che è abbastanza intricata...
Si interruppe e fece un cenno con la mano, il sacrestano stava passando proprio dietro di noi, non appena l’uomo si fu allontanato Franca riprese.
- La signora in questione, suo malgrado, è a conoscenza di parecchie cosette che potrebbero risultare imbarazzanti per molta gente di quel giro e nutre qualche giustificato timore per la sua incolumità...
- Giustificato?
- Giustificato, sì! Per quanto terribile possa apparire... Come ha affermato lei, è un ambiente molto sporco, signor Zac. Per quel poco che ne so, le posso garantire che c’è gente che non si fermerebbe davanti a nulla pur di conservare la condizione di privilegio! A nulla! - e fece un gesto di avvertimento come avrebbe fatto una brava mammina con il suo bambino adorato.
- Come in ogni ambiente della nostra società attuale, credo. Qualcuno afferma che viviamo in una giungla... Mi scusi Franca, ma perché, in una situazione come questa, la signora non chiede la protezione della forza pubblica?
Franca Brendolan serrò le labbra e scosse appena il capo in un gesto dubbioso - La forza pubblica? La questura o i carabinieri, vuol dire?... Certo, ha ragione... Mi creda, avevamo preso in considerazione l’eventualità ma, vede, si potrebbe ottenerla soltanto a patto di vuotare il sacco e... la signora non si sente ancora pronta a farlo...
- Non si sente pronta? Cosa significa?
Sembrò a disagio e si passò una mano a lisciare il vestito che era perfettamente liscio - Bè è un po’ difficile da spiegare. Lei, la signora, la chiama... come si può dire... onestà, lealtà, correttezza... Vede, il suo rapporto con l’onorevole è stato sempre improntato ad una stima reciproca, lui si è sempre comportato correttamente con lei...
Scusatemi, sarò maligno, sospettoso e gretto ma la cosa mi puzzava.
- Scusi se mi permetto un’insinuazione, Franca, ma non è che fra la signora in questione e l’onorevole ci fosse qualcosa di più di un semplice rapporto professionale? Non è che la correttezza e la lealtà siano soltanto un...
- Cosa dice signor Zac! Cosa si è messo in testa! Non si permetta nemmeno di pensare una cosa del genere! - il suo immediato risentimento pareva genuino.
- Chiedo scusa per l’impertinenza ma mi sembra quasi impossibile parlare di lealtà al giorno d’oggi... Forse bazzico da troppo tempo in ambienti nei quali una parola come lealtà potrebbe essere soltanto una citazione tratta da un romanzo dei bei tempi antichi... Comunque mi piace parlar chiaro. Le ho già detto che non conosco l’onorevole e in quanto alla sua amica, poi, so soltanto quel poco o niente che mi ha detto lei... Una domanda soltanto. Come pensa che potrei potreggerla standomene a fare la guardia sulla porta? Potrei anche fotografare tutti quelli che entrano ed escono ma intanto gli lascerei il tempo di fare tutto quello che vogliono, non trova?
- No... non credo... Vede, avrei intenzione di fornirle una serie di fotografie di persone che potrebbero anche essere... diciamo moderatamente pericolose... Ecco, soltanto nel malaugurato caso in cui lei vedesse entrare proprio una di queste persone potrebbe intervenire e cercare di impedire che...
Lo sapevo che c’era l’inghippo!
Io sono l’essere più buono del mondo, sensibile e solidale con le persone che si trovano in situazioni difficili - anche perché di solito mi pagano per farlo - ma non solidale al punto da rischiare qualche cosa di mio!
- Piano, piano, Franca. Andiamo per ordine, non si faccia ingannare dalla mia taglia fisica. Posso garantirle che non è proporzionale al coraggio! Se realmente desiderassi fare l’eroe mi sarei già arruolato nella polizia da un pezzo! Io, tanto per chiarire, abitualmente svolgo normalissimi lavori di sorveglianza, con pochi rischi, in banali casi di infedeltà coniugale e, al massimo, posso rischiare di ricevere un sonoro ceffone o qualche improperio e tutto finisce lì, capisce?... Ora, per quel poco che mi ha raccontato lei, qui si tratterebbe invece di partecipare ad un gioco abbastanza pericoloso...
- Credo... Spero di no signor Zac... Voglio dire che... Ecco, che probabilmente la mia... la nostra è soltanto paura ingiustificata, una specie di allarmismo dovuto alle vicende contingenti... Probabilmente stiamo sopravvalutando l’effettivo pericolo di tutta la faccenda... È quello che spero e mi auguro...
- Capisco... ma se però incidentalmente gli eventi precipitassero...
- Senta signor Zac, facciamo così. Io le chiedo soltanto di sorvegliare quel portone... Diciamo che se lei vedesse entrare qualcuna delle persone sospette potrebbe telefonare alla signora per avvertirla, è chiaro?
- Per essere chiaro è chiaro... Ho la sensazione però che si faccia troppo affidamento sul mio senso di responsabilità o qualcosa del genere... Comunque è più accettabile... Mi dica, com’è la porta di casa della signora?
- Lei sta alludendo alla porta interna?... È una porta blindata, perché?
- Perché più è robusta e meno facile sarà forzarla. Potrei darle un’occhiata?
- Assolutamente! Non se ne parla nemmeno! - reagì come se l’avessi insultata.
- Perché?
- Perché, perché...
Scossi la testa pronto, se necessario, a ripetere la sceneggiata precedente - Le chiedo scusa per quella che può apparire pressione... Proprio non riesco a capire, signora Brendolan. Sembra quasi che lei mi consideri soltanto un piccolo pettegolo che si interessa ai fatti altrui perché non ha niente di meglio da fare... Lo vuole capire? Le mie sono soltanto domande professionali e non curiosità spicciola. Maggiore sarà il numero di particolari conosciuti e più facile sarà organizzare tutto il mio lavoro di sorveglianza, sempre che decida di accettare... O forse... Devo presumere che la signora in argomento non debba essere a conoscenza della mia presenza?
- Come?
- Ho detto, lei non vuole che la signora sia a conoscenza della mia assunzione?
- Non sappia... Ecco... Già... potremmo anche affermare che sia così...
- Mi sembra alquanto evasiva...
- Ha ragione. Posso sembrarle reticente ma non è perché non mi fidi di lei... Mi creda signor Zac, è una situazione così... così incredibile!
- Non lo nego ma devo riuscire a capire quello che faccio altrimenti mi sentirei una specie di ladro che ruba il compenso!
- No, non deve dire così. Sono proprio io a chiederle di svolgere il suo lavoro in questo modo.
- D’accordo Franca, mi resta intatta la sensazione in tutta questa faccenda ci sia qualche cosa di misterioso che io non debbo sapere...
Franca Brendolan prese a giocare con il manico della borsetta guardandolo fissamente come se temesse di incrociare il mio sguardo.
Finalmente alzò gli occhi.
Parlò con voce accorata - Vede signor Zac, per lei si tratta soltanto di lavoro e non può capire quello che sto... che stiamo vivendo... È un momento spaventoso che mai ci saremmo aspettate di dover vivere!... Se proprio deve saperlo le dirò che non può andare il quella casa semplicemente perché la signora non sa assolutamente nulla di quello che sto facendo per lei e, anzi, molto probabilmente lo disapproverebbe. Lei tende a minimizzare la faccenda, dice che nessuno mai potrà farle del male, come se non riuscisse a capire che...
Le posai una mano sulla spalla in un gesto fraterno di comprensione - Bene Franca, adesso credo di avere finalmente capito la sua reticenza. Può dirmi almeno che rapporto c’è fra lei e la signora?
- Che rapporto c’è... Ecco... diciamo che siamo parenti molto strette...
- È sua sorella?
Franca Brendolan mi guardò fissamente per qualche secondo e poi annuì con espressione molto sofferta.
- E lei non vorrebbe che le accadesse nulla... Ma è così grave la situazione?
- Non saprei proprio dirle, nessuno sarebbe in grado di fare un’affermazione precisa in questo caos, ma io ho paura... Purtroppo o per fortuna ce ne renderemo conto nei prossimi giorni ma... l’ho vista molto depressa, negli ultimi tempi... Però, a volte, anche se si agisce in buona fede si rischia di fare un danno... Capisce quello che voglio dire signor Zac? Non vorrei che questa mia scelta di protezione potesse provocare un peggioramento del suo stato psicologico... Io vorrei salvaguardare la sua incolumità e non farla stare peggio!
Annuii - Ancora una domanda. Lei pensava ad una sorveglianza ventiquattro ore su ventiquattro?
- Certo, non vedo alternative a questa possibilità. C’è qualche problema?
- C’è soltanto il fatto che sono un essere umano come tutti, con le normali necessità di un essere umano tra le quali c’è il dormire almeno otto orette per notte. Perciò avrò necessariamente bisogno di un collaboratore, un collaboratore fidato, si intende.
- Ecco, avrà già capito che la riservatezza è fondamentale. Questo fatto comporterebbe...
- Il che, impegnando due persone a tempo pieno, naturalmente comporta una tariffa doppia.
- Vuole essere tanto gentile da quantificare con precisione, signor Zac?
Chissà cosa vrebbe pensato Gesù Cristo della nostra trnsazione all’interno di una chiesa...
Forse data la situazione avrebbe chiuso un occhio.
E poi era stata Franca, l’abituale frequentatrice, a scegliere il posto, forse godeva di appoggi speciali o di concessioni particolari.
- Sono duecentoquaranta al giorno più le spese.
- Duecentoquarantamila?
Non lo aveva chiesto perché la cifra le sembrasse iperbolica ma soltanto, credo, per non interpretarla come duecentoquaranta lire o duecentoquaranta milioni o, forse, era stato soltanto un riflesso condizionato.
Annuii ancora.
- Ah!... Di solito non si pensa mai alla cifra ma non c’è dubbio che si tratti di una bella cifra... Ma si tratta di una situazione del tutto particolare e di una cosa necessaria e perciò non ha senso recriminare. Ecco... Chiedo... Ovviamente non si può fare una riduzione...
- Non sono qui per mercanteggiare né, tantomeno, per sfruttare la situazione a suo danno. Queste sono le mie normali richieste in situazioni di questo genere. Si può ridurre il tempo di sorveglianza se vuole...
- No, no ci mancherebbe. Capisco perfettamente, signor Zac, era soltanto l’abitudine...
Riuscimmo a trovare una specie di accordo di massima senza problemi.
Non sono esperto di Vangelo (tutt’altro!) ma, ritornando sul pensiero precedente, se non ricordavo male, Cristo scacciò in malo modo i venditori dal tempio...
Credo avrebbe fatto la stessa cosa anche con noi perché, nel bel mezzo della chiesa, Franca Brendolan, con atteggiamento molto professionale, mi consegnò una serie di ritagli di giornale con fotografie di una mezza dozzina di persone, mi fece un assegno per un milioncino tondo e, dopo averla letta con la massima attenzione, sottoscrisse la scheda di incarico che molto opportunamente avevo portato con me.
Se non la chiamate transazione questa e se non considerate poco corretto praticarla i chiesa significa soltanto che non siete poi così integralisti...
Per quanto mi riguarda ormai c’è poco che riesca a stupirmi e non so se debba considerarlo un buon segno o al contrario, come afferma Pino, l’inizio della fine...
Franca Brendolan controllò con cura l’interno della sua borsa e mi porse un sorriso di circostanza - Credo di averle daro tutto... Abbiamo concordato tutto nel migliore dei modi, adesso non ci resta ceh attendere e stare a vedere cosa succederà, non crede?
Chiaramente erano discorsi fatti tanto per dire qualchecosa e mi limitai a confermare - Avrà la sua relazione con la massima puntualità fra quattro giorni. Non dubiti.
Dopo avermi stretto la mano, si allontanò per prima e mi chiese di attendere qualche minuto prima di lasciare la chiesa.
Il che fu abbastanza imbarazzante perché, devo ammetterlo, da lungo tempo avevo dimenticato come si faceva a pregare...
Certo nessuno sarebbe stato ad ascoltarmi e avrei sempre potuto assumere un atteggiamento devoto, congiungere le mani e muovere le labbra fingendo di farlo...


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