PROGETTO Italaphaenops

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Progetto di ricerca realizzato da

Laboratorio di Biologia Sotterranea di Verona, Italy

e con il contributo di

Fondazione Cassa di Risparmio di Verona
Federazione Speleologica Veneta


            Il Laboratorio di Biologia Sotterranea di Verona ha partecipato al XIV° Simposio Internazionale di Biospeleologia organizzato dalla Societe International de Biospeologie a Makarska (Croatia) dal 19 al 26 Settembre 1999.

            Il Laboratorio di Biologia Sotterranea di Verona ha presentato i primi risultati di una ricerca sul più grande trechino cavernicolo del mondo: Italaphaenops dimaioi, coleottero endemico delle grotte d’alta quota dei Monti Lessini veronesi.

Abstract del poster presentato al XIV° Simposio Internazionale di Biospeleologia.

Nuove osservazioni sul comportamento di Italaphaenops dimaioi (Coleoptera, Trechinae)

Caoduro Gianfranco

Laboratorio di Biologia Sotterranea di Verona, G.A.S.V. - Verona, Italy.

Distribuzione

Italaphaenops dimaioi Ghidini 1964 è uno dei più interessanti insetti cavernicoli della fauna italiana, in particolare per le sue dimensioni, in assoluto le maggiori tra i trechini troglobi. E’ endemico delle grotte degli Alti Lessini veronesi e venne raccolto per la prima volta nel 1963 nella Spluga della Preta a 510 m di profondità. E’ molto raro e molti collezionisti di insetti visitano frequentemente le grotte dove è possibile raccoglierlo usando metodi di raccolta distruttivi. Dopo le ultime indagini la distribuzione della specie risulta più ampia e include le seguenti cavità: 1) Spluga della Preta 1 V/VR; 2) Spluga Carpene 396 V/VR; 3) Grotta dell’Arena 476 V/VR; 4) Abisso del Vajo dei Modi 3650 V/VR; 5) Grotta  del Berclie 3 V/VR; 6) Grotta Regosse 161 V/VR; 7) Grotta Galleria Taioli 1121 V/VR; 8) Speluga di Spinei 374 V/VR; 9) Abisso di Bosco Scortigara 329 V.T.; 10) Cavità artif. Ponte Anguillara n. c.; 11) Cavità artif. Grotta dell’Arena n.c.

Allevamento

Italaphaenops dimaioi non è facilmente allevabile in cattività. E’ possibile ottenere buoni risultati solo con una attenta e continua manutenzione terrario. L’autore ha trovato un nuovo sistema per creare due differenti micro-ambienti all’interno del terrario. Il substrato è costituito da due differenti materiali. Una zona è coperta da ghiaino fine (2-3 mm), di 5 mm di spessore; il resto della superficie è coperta con argilla e limo provenienti dalla grotta nella quale l’animale è stato raccolto. Il terrario (20x12x7 cm) è mantenuto in leggera pendenza con il ghiaino nella parte più bassa per facilitare l’accumulo dell’acqua in eccesso.

Italaphaenops dimaioi richiede frequenti contatti con l’acqua; ha bisogno di acqua per pulire appendici boccali e zampe. Il terrario è coperto con un film trasparente per alimenti; i buchi di ventilazione (Æ 1 mm) sono più numerosi nella parte superiore. In questo modo è possibile creare due micro-ambienti: nella zona inferiore relativamente umido con ghiaino e acqua, e nella zona superiore meno umido con argilla. Il terrario deve essere ben tenuto e pulito; dopo un giorno è necessario rimuovere i residui di cibo per evitare fermentazioni e sviluppo di funghi e batteri.

Ciclo Biologico

Fino ad ora le conoscenze sul ciclo biologico Italaphanops dimaioi erano praticamente assenti. Per analogia con quanto osservato per altri trechini cavernicoli dei Pirenei, Casale & Vigna Taglianti (1976) ipotizzarono che fosse un predatore con ciclo criptometabolico.

Durante l’allevamento di tre esemplari (1 maschio e 2 femmine) di Italaphaenops dimaioi l’autore è riuscito ad osservare una ovodeposizione. L’8 di Agosto 1999 una femmina depose un uovo di 2.05 mm sull’argilla. Questo può suggerire che Italaphaenops non abbia un ciclo criptometabolico. Sulla base delle dimensioni dell’uovo possiamo ipotizzare l’esistenza di diversi stadi larvali durante i quali la larva si nutre e si accresce.

Copula

Ciascun esemplare è mantenuto in un proprio terrario a causa della estrema aggressività dimostrata ogniqualvolta due esemplari sono stati messi assieme nello stesso terrario.

Usando una barriera in film di acetato l’autore è riuscito ad allevare un maschio e una femmina nello stesso terrario e a metterli in contatto temporaneamente e sotto controllo. La copula è stata osservata due volte con una durata di 30 e 190 secondi. Prima della copula la femmina è molto aggressiva e il maschio con molta difficoltà riesce a salirle sopra senza essere attaccato.

Alimentazione

Uno studio sulle risorse alimentari di Italaphaenops dimaioi è molto difficile a causa dell’estrema rarità delle raccolte. In questa prima parte della ricerca non è stato realizzato alcun esperimento sulle preferenze alimentari. Le abitudini necrofaghe precedentemente rilevate, cioè la predilezione di Italaphaenops dimaioi di nutrirsi di organismi morti in cattività, vengono confermate.


Laboratorio di Biologia Sotterranea di Verona
Direttore responsabile: dott. Gianfranco Caoduro
Via San Marco, 83
37138 VERONA
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