Laboratorio di biologia sotterranea di Verona


Per molto tempo le ricerche sulla fauna cavernicola si sono occupate prevalentemente di aspetti faunistici e sistematici; alquanto limitate sono state invece le indagini su biologia, etologia ed ecologia di questi organismi. Il maggior contributo in questa direzione è venuto senza dubbio dal Laboratoire souterrain de Moulis allestito dal C.N.R. francese alla fine degli anni '50 e tuttora operante. In tale struttura, ricavata in una grotta naturale dei Pirenei, numerosi ricercatori si sono impegnati per anni nello studio delle forme di vita sotterranee, concentrando i loro sforzi su specie della fauna cavernicola di Francia.

FOTO2            Anche in Italia è attivo dal 1990 un Laboratorio per lo studio delle specie cavernicole. Si tratta del Laboratorio di Biologia Sotterranea di Verona gestito dal Gruppo Attività Speleologica Veronese per approfondire le conoscenze sulla biologia di alcune specie endemiche delle grotte delle Prealpi venete.

            Il Laboratorio è stato realizzato utilizzando le gallerie di una antica cava, utilizzata nell'ultima guerra come rifugio antiaereo, localizzata nel parco storico di Villa Francescatti, attualmente sede dell'Ostello della Gioventù di Verona. La cavità ha uno sviluppo di circa 80 m ed è suddivisa in tre gallerie scavate in calcari stratificati in cui sono presenti sistemi di microfessure.

            Il Laboratorio, patrocinato dal Museo Civico di Storia Naturale di Verona, dalla Società Speleologica Italiana e dalla Federazione Speleologica Veneta, si propone di ricreare le condizioni ambientali degli ecosistemi cavernicoli per l'allevamento e lo studio degli animali ipogei per indagarne, attraverso l'osservazione diretta, cicli e abitudini di vita. Esso si propone anche di favorire e divulgare le conoscenze sul mondo sotterraneo attraverso attività di sperimentazione didattica per studenti e insegnanti.

     Proprio a scopo didattico vengono allevate in laboratorio le uniche due specie estranee alla fauna veronese. Si tratta del Proteo (Proteus anguinus), unico vertebrato troglobio d’Europa, tipico delle acque sotterranee del Triestino, di Slovenia e Croazia, e dell'Axolotl (Ambystoma mexicanum), anfibio neotenico vivente nelle acque del Lago Xochimilco, nel Messico centrale.

            Il Laboratorio cerca inoltre di suscitare l'interesse della collettività sui problemi della tutela dell'ambiente e, in particolare, si pone come organo di promozione e diffusione delle attività speleologiche nel territorio, in difesa degli ecosistemi cavernicoli, sempre più minacciati da fonti inquinanti e da attività antropiche varie. Al fine di raggiungere tali obiettivi, sono state allacciate collaborazioni con Istituzioni scientifiche, Università, Musei, Enti ed Associazioni culturali che operano nel settore della ricerca naturalistica e ambientale.

            Tra le ultime ricerche intraprese dal Laboratorio figurano il “Progetto Serradium”, e il “Progetto Italaphaenops”, entrambi finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona e dalla Federazione Speleologica Veneta, e portati avanti in collaborazione con prestigiosi Istituti di ricerca italiani ed europei.

            Il Laboratorio ha recentemente intrapreso inoltre una serie di indagini sulla fauna delle acque sotterranee del Veronese, fino ad ora scarsamente indagate. Gli organismi viventi nelle acque sotterranee, appartenenti per lo più alla classe dei Crostacei, risultano preziosi anche per le indicazioni che possono fornire sullo "stato di salute" degli corsi d’acqua sotterranei. Infatti, essendo variamente sensibili all'inquinamento (alcune specie sono più resistenti di altre), in base alla loro presenza o assenza è possibile avere un quadro abbastanza preciso sulla qualità delle acque in cui vivono e per questo sono considerati buoni indicatori biologici. Insieme ai campionamenti faunistici, vengono eseguiti rilievi sui principali parametri delle acque (temperatura, pH, conducibilità elettrica, Ossigeno disciolto) in modo da avere indicazioni anche sulle caratteristiche fisico-chimiche dell'ambiente acquatico sotterraneo.

            Nel corso delle indagini sono stati raccolti numerosi reperti, ora in corso di studio, tra i quali spicca un crostaceo appartenente ad un nuovo genere per la Scienza. Si tratta di un microscopico crostaceo (lungo circa mezzo millimetro) dell’ordine dei Copepodi che è stato battezzato Lessinocamptus caoduroi. Gli esemplari appartenenti al nuovo genere sono stati depositati presso il Museo Civico di Storia Naturale di Verona che in questo modo vede ulteriormente incrementata la sua già eccezionale collezione zoologica.

 


FOTO6 Laboratorio di Biologia Sotterranea di Verona
Direttore responsabile: dott. Gianfranco Caoduro
Via San Marco, 83
37138 VERONA
tel. +39-045-568505