Percorso turistico "Lessinia Orientale"
Partenza | Prima sosta: Venchi di sotto | Seconda sosta: Dosso del Coarto | Terza sosta: La Brea | Quarta sosta: I Flori | Quinta sosta: I Pagani
Introduzione al percorso
Il percorso si snoda attraverso un itinerario centrato sulle valenze religiose,antropologiche e naturalistiche presenti nella zona del comune di Selva di Progno, e piu' precisamente in localita' di S. Bortolo, Campofontana e sul Monte Lobbia, fin nel territorio vincentino.
Esso e' suddiviso in una prima parte, da percorrersi in automobile lungo la strada che congiunge S.Bartolomeo a Campofontana , con alcune soste nelle contrade e presso i luoghi piu' rappresentativi della cultura locale; nella seconda parte ,da farsi a piedi sui sentieri del monte Lobbia con partenza da Campofontana, gli elementi religiosi e architettonici saranno integrati dalle caratteristiche naturalistiche presenti in questa zona della Lessinia.
La durata prevista dell' intero percorso e' di ore 6 ca., con la possibilita' di effettuare una sosta presso un agriturismo in localita' Pagani.
Dati sul percorso
Lunghezza: Km. 8 (da percorrersi in auto) +Km. 6 (da percorrersi a piedi)
Dislivello:
Difficolta': Medio-facile
Monumento ai trombini - S. Bortolo è sede storica del gruppo folkloristico depositario dell'antico uso di cannoni portatili (trombini di montagna), usati dagli antichi Cimbri durante la dominazione della Repubblica di Venezia per il controllo dei confini montani con il Trentino.Oggi è una manifestazione popolare che si tiene il giorno di S.S.Trinità (IIIa settimana di Maggio), dove il gruppo "I trombini di S.Bortolo" dà dimostrazione della propria perizia balistica nell' uso di queste pesantissime armi da guerra.
Chiesetta Cimbra S.S.Trinità - Venne eretta nel 1613 da Don Mattia Bernardi. Conserva un altare di marmo con una iscrizione in latino ed una pittura su tavola. La ricorrenza annuale viene festeggiata dai "Trombonieri" con la manifestazione sopra descritta.
Colonnetta antica - Presso la contrada Venchi di sotto è possibile ammirare l'esempio piu' antico di arte popolare della Lessinia: le colonnette. Pilastri di pietra alti circa un metro e mezzo che presentano scolpite varie figure religiose: la croce, la Vergine col Bambino, i santi della zona. Esse sarebbero il frutto della fede riconoscente delle popolazioni della montagna per la liberazione dalla peste maligna che scoppiò nel Sedicesimo secolo.
Altra motivazione è da ricercarsi nella superstizione popolare: queste croci sono infatti poste in luoghi di transito obbligato, quali selve o valli oscure, dove la tradizione narra di apparizioni misteriose ed inquietanti di "fade", cavalli furiosi, fuochi fatui e cosi' via.
In particolare, per quanto riguarda la colonnetta dei Venchi, si può ammirare una magnifica edicola in tufo con rappresentati S.Sebastiano, il Bambino, la Beata Vergine e S.Rocco; essa è datata 1539, ed un tempo era posta nel bosco dietro le case, "per scacciare la roja con i masceti" che incutevano terrore alla gente del luogo durante la notte.
Due colonnette - "Nè par vache nè par done, nò passar le dò colonne": l' attuale confine amministrativo tra Verona e Vicenza è ancora sottolineato da due colonnette di pietra (le dò colonne), una raffigurante l' Ostensorio (1852), l'altra la Beata Vergine con il Bambino.
Seconda sosta: Dosso del Coarto
Croce del Coarto - Essa si innalza sull' omonimo dosso e fu ricostruita nel 1963 dalla famiglia Catazzo, dopo che fu abbattuta da un fulmine.
La sua origine è piuttosto curiosa: la gente del posto narra che presso contrada Sitara sorgesse un' enorme pianta di castagno, che con i suoi rami andava a coprire tutta la zona circostante. Un giorno un fulmine spaccò la pianta in quattro pezzi (coarti), uno dei quali andò a cadere sul dosso soprastante il cimitero di S.Bortolo, detto appunto "Dosso del Coarto".
La tradizione vuole che sul posto la gente abbia costruito una colossale croce in pietra che un ennesimo fulmine ha abbattuto ancora una volta.
Panorama - Notevole è lo spettacolo che ci propone il panorama da questo punto: ai nostri piedi la valle del Chiampo, che delimita il confine con la provincia di Vicenza e dalla quale si ergono gli ultimi contrafforti del Carega.
Inoltre a sud la pianura Padana si estende a perdita d' occhio in tutte le direzioni.
Colonnetta bifacciale - E' forse l'opera piu' famosa nell'arte sacra popolare di questa zona: la colonnetta bifacciale della Brea, ad opera di Francesco Gugole, proveniente dalla suddetta contrada.
Essa si erge alte e slanciata nei prati sovrastanti la zona, con la sua edicola poligonale da un lato raffigurante l'Addolorata e dall'altro l'Assunta.
La contrada - Scendendo lungo la strada sottostante la colonnetta si giunge in contrada Brea, una delle ultime contrade che ha conservato al centrouna pozza per gli animali: a pochi passi si erge una seconda colonnetta in pietra, sempre ad opera di F.Gugole, ma di dimensioni inferiori rispetto alla precedente.
Inoltre proprio di fronte ad essa si scorge la casa che ha dato i natali all'autore di queste opere, al cui interno si sono conservate pareti affrescate con ossido di ferro, con immagini di cavalli in corsa e velieri.
Sull'altro lato dell'edificio,una corte
ottimamente conservata, con al centro uno splendido pozzo perfettamente
funzionante.
Il Capitello
- Il capitello della contrada Flori è dedicato alla Beata
Vergine e riporta sul fianco ovest questa incisione:
"1872 CONTRADA FLORI FECCE' FARE PER SUA DIVOZIONE O PASSAGER CHE PASSI
DI QUA VIA, O CHIARO O SCURO, INVOCA GESU' O MARIA E VAI SICURO".
Contrada Pagani - Contrada Pagani si sviluppa a poco piu' di un chilometro dalla piazza di Campofontana e possiede almeno un elemento architettonico di notevole interesse storico: una splendida fontana in marmo rosso, datata 1795 e da poco restaurata.
Purtroppo altri elementi della grossa contrada, quali la meridiana che si affaccia a sud o le case stesse del centro abitato, hanno subito interventi di restauro che non hanno assolutamente rispettato lo stile originale del luogo, peraltro comune a tutta la Lessinia.
Panorama
- Da contrada Pagani si gode di vista meravigliosa verso le cime
di Monte Lobbia e del gruppo del Carega, e da qui è possibile
incamminarsi sul sentiero che conduce a Malga Lobbia ed oltre,
verso Malga Porto.