Percorso geologico-naturalistico "Camposilvano"
Descrizione del percorso
Il percorso vuole sottolineare le singolari caratteristiche geologiche presenti nella zona di Camposilvano, in comune di Velo Veronese, che da sempre suscitano notevole interesse e curiosita', integrandole con le valenze naturalistiche e popolari tipiche dell'alta Lessinia.
Esso è da svolgersi interamente a piedi, con partenza presso il famoso Museo dei Fossili ,curato dal dott. Attilio Benetti, e prosegue lungo i declivi che conducono sui pascoli a nord del paese, per poi ritornare a sud-ovest ed inoltrarsi nella Valle delle Sfingi, la localita' piu' caratterizzante di questo itinerario.
La durata prevista dell'intero percorso
è di ore 3.30 ca., con la possibilità di effetuare
una visita guidata all'interno del Covolo e del Museo dei Fossili
di Camposilvano.
Dati sul percorso
Lunghezza:
Dislivello:
Difficoltà:
Partenza: Il Museo di Camposilvano
Il Museo dei fossili - Ufficialmente aperto nel 1975, è meta costante di pellegrinaggi da parte di studiosi e semplici appassionati di tutta Italia per la specificità degli argomenti trattati e la competenza del suo proprietario, il dott.Benetti, che è considerato tra i più grandi esperti del settore.
Similarmente al Museo di Bolca, in esso sono conservati i fossili che caratterizzano le varie ere geologiche osservabili in Lessinia e gli strati roccciosi ad esse corrispondenti; inoltre la collezione è integrata da reperti provenienti da altre località, quali Bolca stessa.
Una sezione è dedicata alla descrizione dell' importante fenomeno carsico del Covolo di Camposilvano, altra importante meta turistica della zona.
Il Covolo - E' un enorme cavità carsica di antichissima origine, scavata nella roccia dall'effetto dilavante dell'acqua nel corso dei millenni.
Il continuo dilavamento della roccia calcarea ha creato anticamente una serie di grotte sotterranee di grandi dimensioni, collegate le une alle altre da un torrente che scorreva sotto la superficie; col passare del tempo si verificò un crollo che coinvolse gran parte delle cavità presenti e venendo a franare il tetto, l'unica parte rimasta intatta fu l'ultima caverna, che è quella che si può ammirare tutt'oggi.
La sezione stratigrafica messa in evidenza dal Covolo è tipica della Lessinia di queste zone, alternando calcari grigi, i più antichi, con calcari oolitici, di cui è presente una varietà Giallo Reale nella cava vicina, ed infine uno strato di rosso ammonitico, che compone la parte rimanente del tetto della caverna. A testimonianza dell'antica copertura rimangono enormi massi di crollo nella sala principale della caverna e nell'atrio di ingresso.
Una particolarità di questo complesso
carsico è la presenza di un'inversione termica dell'aria
al suo interno, causata dal lento rilascio termico delle rocce
presenti, al punto che non è raro assistere a nevicate
nella grotta durante il periodo estivo.
Prima sosta:
I Kunech
La contrada - E' una contrada di origine cimbra: il nome, tradotto poi nell'italiano Cunego, è il corrispondente del tedesco "Koenig", che significa "re".
Oggi è disabitata, sebbene fino al 1995 vi abitasse ancora una persona; viene ancora utilizzata durante l'estate dai turisti e dai malghesi del luogo.
L'edificio piu' antico è antecedente al 1700: le pietre angolari sono infatti disposte "a coltello", cioè con una disposizione verticale della pietra,ed è possibile inoltre notare i resti di una scala esterna che accedeva al primo piano.
La contrada è ricca di altri elementi architettonici: numerosi pozzi (8), uno splendido baito con stalla,un affresco recante la scritta "BONA VITA BONA MORTE, MALA VITA MALA MORTE". Purtroppo altri elementi, quali una statua della Vergine ed una meridiana sono stati eliminati con il restauro di alcuni edifici.
La croce
-
Seconda sosta:
Il sentiero
La galleria - A testimonianza delle guerre combattute in queste zone di confine troviamo una galleria militare risalente alla Prima Guerra Mondiale, seconda linea difensiva contro i possibili attacchi provenienti da Nord: la prima linea si trova infatti sul Corno d'Aquilio, sul sentiero di Rocca Pia che si affaccia direttamente sulla Val d'Adige.
L'oolite - E' presente sulla destra della carreggiata, come parte inferiore dello strato che lo compone; subito sotto si affacciano i calcari grigi.
Proseguendo lungo il sentiero si affacciano strati di biancone, un calcare marnoso facilmente sgretolabile, che ci accompagnano sino al primo cancello presente sul percorso.
Il graben - Una grande faglia di graben caratterizza il paesaggio ad Est, nelle vallate sottostanti: è possibile individuare lo sprofondamento degli strati dalle caratteristiche morfologiche della zona, fatta da dolci declivi che indicano la presenza di biancone ad una profondità in cui può trovarsi solo a causa di un movimento verticale del terreno.
Il cancello
- Compaiono alcuni affioramenti di rosso ammonitico, che in seguito
lasciano nuovamente posto al biancone, presente fino allo spartiacque
di malga Norderi.
Terza sosta:
Il Sengio Rosso
Il paesaggio
- Giunti sulla sommità del dosso, lo spettacolo è
notevole: ai nostri piedi la Val d'Illasi termina alla base del
massiccio del Carega,