L'Arte
Chiesa di Santa Toscana
La Chiesa di Santa Toscana è Rettoria e residenza di Mons. Carlo Fiorini: Cappelano Conventuale ad Honorem del Sovrano Militare Ordine di Malta.
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NOTIZIE SU SANTA TOSCANA Toscana de' Crescenzi, nata a Zevio nel 1290, o qualche anno più tardi, sposatasi col patrizio veronese Alberto dagli Occhi di Cane, trasferitasi a Verona, rimase vedova nel 1318. Da allora dedicò tutta la sua .vita ad opere di carità e di pietà; qualche anno dopo entrò come suora conversa nell'Ordine Gerosolomitano, assistendo i pellegrini, i malati e i sofferenti. Morì il 19 luglio 1393 a Verona e volle essere sepolta sulla pubblica via. I1 suo corpo fu poi traslato nella chiesa che da lei prese il nome, il 29 settembre 1393. |
| II più' antico nucleo di questa ' Chiesa' sorgeva già nella seconda metà del XII sec. in fianco ad un piccolo ospedale gestito - per decisione del vescovo Tebaldo I - dagli "Ospitalieri di S. Giovanni di Gerusalemme" (ordine divenuto poi nel XIV sec. dei "Cavalieri di Rodi" e infine, dopo il 1580,dei "Cavalieri di Malta"). | ![]() |
La chiesa era situata fuori della cinta muraria, vicino alla Porta del S. Sepolcro, chiamata poi Porta del Vescovo, poco discosta da quella omonima attuale; da essa ebbe il nome di chiesa del S. Sepolcro. Nel 1393 vi furono traslate le spoglie di S. Toscana, suora dell'ordine gerosolimitano e dal 1600 assunse l'attuale titolo di S. Toscana. . L'attuale conformazione della chiesa risale ai lavori di ampliamento e di rifacimento che, iniziatisi nel 1393 .portarono alla consacrazione della chiesa il 29 novembre 1489. Ad essi si debbono il presbiterio e le due cappelle laterali che formano una, sorta di transetto, con volte a crociera riccamente affrescate. Si ignorano i motivi della mancata realizzazione della navata destra. Notevole parte delle murature risalgono ai restauri postbellici, nel corso dei quali furono scoperti e restaurati gli affreschi delle volte e nelle testate delle navate.
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ALL'ESTERNO SONO NOTEVOLI: a) - Lapide. funeraria romana di certo Q. Alleno, con la rara indicazione INPR. (= in proelio, morto in battaglia) (?). b) - Portina Rinascimentale, con bella corniciatura. c) - Cappellina rinascimentale. ' d) - Sarcofago trecentesco di certo Nicolò giureconsuito e consigliere degli Scaligeri. e) - Arcosolio gotico in memoria di certo Pietro Drapperio, con tracce di affreschi nella lunetta e nel sottarco - In basso resti di muro a ciottoli, forse di tratto della seconda cinta comunale. |
| INTERNO (x = opere di particolare interesse) 1 - Santo sepolcro (x) - In quella che la tradizione ricorda come cella di S. Toscana è collocato un gruppo di otto statue lignee dipinte, scolpite, con realismo esasperato, verso la fine del '300 (le statue di Nicodemo e di una 'pia donna' sono rifacimenti). 2 - La cappella ha la volta affrescata a fiorami; in quattro tondi sono raffigurati: Mosè, Isaia, Geremia e la Sibilla Cumana. Sul muro, sopra l'altare è un bell'affresco di scuola di Francesco Morone "La Crocifissione con la Madonna e la Maddalena", restaurato (x) Sul fianco sinistro, in un interessante polittico ligneo del XV sec. sono raffigurati: "La Crocifissione con la Madonna e S. Giovanni in ginocchio" e, ai lati, i SS. Sebastiano, Giovanni Battista, Antonio e Rocco. , Particolarmente pregevole il crocifisso, di epoca anteriore, lascito di un pellegrino tedesco (x). Sopra le statue, .quattro pannelli dipinti riportano la simbologia cristologica: Il serpente con la scritta "Serpens exaltatur in deserto"; il calice con l'ostia con la scritta "Aurietis aquas in gaudio de fontibus salvatoris"; il pellicano con la scritta "Jesu Domine me . immundum munda tuo sanguine"; l'agnello con la scritta "Leo magnus dominus Christus cernitur agnus". 3 - Sulla parete dell'arco trionfale sono affreschi moderni di Giuseppe Zancolli: L "'Annunciazione" e il "Padre Eterno" . In basso, a destra, lapide a ricordo della consacrazione della chiesa nel 1489; a sinistra, lapide a ricordo , della riconsacrazione dopo che la Chiesa era stata violata, con spargimento di sangue, da alcuni soldati. 4 - La volta del presbiterio, affrescata a fiorami, reca, in tondi, i simboli dei quattro evangelisti. Sul muro di testata bell'affresco dell'inizio del '500 di scuola del Morone "Crocifissione" (x) Sul lato sinistro, tracce di affreschi. Sul lato destro "La Resurrezione", affresco di Giuseppe Zancolli (1932) con vedute di Verona (Castel S. Pietro e Chiesa del Redentore). Sull'altare pregevole .tabernacolo in marmo. 5 .- La cappella dedicata a S. Toscana - definitivamente sistemata nel 1965 dall'Ordine di Malta - ha la volta affrescata a fiorami; nei quattro tondi, sono raffigurati S. Bernandino, S. Giov. Battista, il Beato Enrico da Bolzano e S. Toscana; è opera rara datata e firmata, di Domenico da Tolmezzo (1853) (x) Sul fianco sinistro bella statua marmorea di S. Toscana. Sopra l'altare, costituito dal sarcofago dalla Santa,: è un bellissimo polittico di Liberale (c..1445 152B/29) in sontuosa incorniciatura dorata "S. Toscana tra S. Giov. Battista e S. Pietro" (x) Nella predella, copie di sette quadretti con episodi della vita della Santa, i cui originali, pure del Liberale, furono asportati in epoca napoleonica. | |
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GIUSEPPE E STEFANO SCOLARI Attivi a Verona tra Sei e Settecento. Incisori e mercanti di stampe, con bottega presso il ponte delle Navi, ebbero una vastissima produzione di immagini, soprattutto a destinazione propiziatoria e devozionale, in cui riciclarono lastre e matrici di recupero. In altri casi copiarono o ristamparono incisioni più antiche, trasformandole e adattandole al nuovo uso e alla cultura popolare della campagna e della montagna veronesi. Documenti recentemente segnalati permettono di stabilire che Giuseppe fu iscritto alla confraternita dei Cartari tra il 1716 e il 1732 e Stefano, probabilmente figlio, sarebbe nato a Verona verso il-1662 e morto; nel 1739. |
| 140. S. T,oscana 3B2376 Bulino e acquaforte, smarg. 360 x,247 mm. Iscrizioni: HAEC EST. S. TUSCANA / ADVOCATA / IEBBETANA / Alla Mag.ca Communità di Zevio / Il desiderio ch'io già molt'anni havuti di dedicar p(er) mia devozione / a questa Mag.ca Communità l'effige della. Gloriosa S.ta Toscana / Orionda di essa, et sua Avocata non può più oltre contenersi che / uscisca al; Mondo per avivar insieme al suo popolo devoto la / memoria e devozione delle insigne reliquie , di lei ch(e) qui si conservano / Ecco dunque ch(e) gli la presento dono e dedico, et insieme me medemo / che co affetto maggior la riverisco. / Da Verona allì 13 luglio 1642 / Alberto Ronchi / Stefano Scolari intagliò in Verona l'Anno 1734. (Sotto i vati riquadri:) Fui sepolta honoratamente nella Chiesa del ss.mo Sepolchro d(ei) SSiig.ri. cavalieri Gierosolimitani hora Chiesa dedicata al suo / nome l'Anno, 1524 / Restarono miracolosamente / assiderati quelli tre huomini ca /.tivi che le rubarono il /mantello / Miracolo / grande che tre giovini caderono morti mentre entrorno / in Casa p(er). Violarla / Carità immensa di questa / Santa che per amor di Dio / dispensa tutta la sua facoltà / a' poveri. / Si vede quanto fosse cara a Dio / ché orando per li tre giovini / morti li risuscita. / Effetto mirabile della sua / Oratione che orando per gli / Infermi apparisce una mano che li Benedisce / Nella sua morte gli Angeli portarono l'anima sua in Cielo là / dove prega per suoi / devoti. Esiste ancora il dipinto a Zevio, attribuibile ad Alessandro Turchi o ai suoi diretti aiuti. L'incisione è una copia di Stefano Scolari da una precedente di Alberto Ronco (1642), identificabile con l'Alberto Ronchi che compare sotto la dedica della stampa originale. | |