MOVIMENTO CITTA' DEMOCRATICA
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Territorio, urbanistica, viabilità, trasporti: le emergenze di Verona
Incontro con l'Ing. Alessandro Muttinelli - Verona, 30 Novembre 1994
Definizione del concetto di "Urbanistica"
Parlare della realtà urbanistica veronese non è nè facile nè semplice, perchè coinvolge tutti gli aspetti della vita cittadina dal pubblico al privato, dal commerciale al residenziale, dal terziario al primario.
Naturalmente questi aspetti devono essere inseriti in una realtà storica fatta di cultura, di tradizione, di arte e le soluzioni che l'urbanistica è chiamata a proporre devono essere rispettose di tali aspetti ed inoltre le soluzioni devono essere innovative al fine di permettere quello sviluppo e quelle modificazioni che, nel tempo, l'evoluzione della vita della città e dei suoi abitanti viene maturando.
Il Devoto Oli definisce l'urbanistica come una "tecnica" relativa al coordinamento costruttivo nella creazione delle zone d'insediamento demografico, allo scopo di realizzare condizioni più favorevoli alla vita e alle attività produttive degli abitanti.
Tuttavia l'urbanistica è anche "arte", è capacità previsionale, è impegno umanistico e culturale.
Come l'educazione governa i rapporti di buona convivenza tra gli uomini così l'urbanistica deve governare i rapporti di buona convivenza tra l'uomo e il territorio.
Come si vede l'urbanistica è un'arte ed una tecnica complessa, in continua evoluzione e priva di certezze assolute.
Esistono quindi solo teorie e l'urbanistica è tanto più valida quanto più è possibile avvalersi di tali teorie (oggi codificate in leggi nazionali e regionali), ma devono restare l'umiltà e la disponibilità di accettare anche realtà che esulano dal contesto di tali norme.
L'urbanistica diviene quindi un'arte-scienza in continua evoluzione che deve sapersi aggiornare istante per istante.
Excursus storico dell'urbanistica di Verona dal dopoguerra ai giorni nostri
Nel 1945 il comune di Verona provvede al piano di ricostruzione affidandone l'incarico all'Arch. Marconi affiancato da una commissione di professionisti.
Tale piano ha permesso l'inizio della ripresa edificatoria prevalentemente indirizzata al recupero degli edifici distrutti dalla guerra, consentendo anche una notevole possibilità e varietà di realizzazioni in centro storico.
Il piano era comunque necessario per cercare di riattivare le attività abitative e quelle produttive che erano state gravemente compromesse dagli eventi bellici.
Il primo Piano Regolatore Generale, i cui studi erano iniziati nel 1949, vide la luce, sempre a firma dell' Arch. Marconi, nel 1951 e fu adottato dal Comune di Verona nel 1954.
Esso prevedeva uno sviluppo della città per i successivi trent'anni, fino al raggiungimento di una popolazione di 300.000 abitanti (allora erano 200.000).
Se lo si scorre velocemente si ritrovano moltissimi elementi che hanno determinato insediamenti quali l'Ospedale di Borgo Roma, l'edificazione di Borgo Trento, della zona di Ponte Catena, dello Stadio e del quartiere annesso.
Vi era compresa anche una certa libertà per la edificazione della collina (edificazione poi limitata a solo qualche singola casa, grazie alla ferrea opposizione dell'allora Soprintendente prof. Gazzola).
Inoltre era delineata anche la circonvallazione Nord di via Galliano.
Nel 1966 il Comune di Verona adottava una Variante Generale del Piano Regolatore Generale, Variante che veniva approvata nel 1975 (dopo ben 9 anni!).
Con tale variante, di fatto un aggiustamento ed una precisazione di quanto contenuto nel piano del 1954, venivano tutelate le zone relative al Centro Storico ed ai nuclei di antica origine demandando ogni intervento a piani particolareggiati, risultati poi di difficile stesura e applicazione.
La situazione odierna è ancora quella del 1975 se si esclude l'adozione di oltre cento varianti al piano originario.
Come si vede oggi, nel 1994, pare opportuno riprendere uno studio organico ed urgente per ridisegnare il futuro di Verona anche perchè si sono modificate notevolmente le premesse che avevano portato alla stesura del piano del 1975; infatti sono trascorsi ben diciannove anni dall'approvazione della variante che derivava dalla stesura originaria approvata nel 1954.
E' giunto quindi il momento di pensare ad un Piano Regolatore Generale completamente innovativo adatto alla realtà attuale di Verona.
Ai cittadini spetta il compito di sollecitare la Pubblica Amministrazione affinchè provveda allo studio del nuovo futuro Piano Regolatore Generale ed indicare alcuni elementi ed alcuni concetti che dovranno essere tenuti in considerazione sia come stesura del nuovo piano sia come gestione ed utilizzo del territorio in attesa dell'entrata in vigore dello stesso.
Proposte concrete per il nuovo Piano Regolatore Generale.
Una commissione di professionisti e di esperti ha redatto un riassunto di emergenze che si sono riscontrate, per le quali vale la pena di fare uno studio approfondito o per le quali siano attuati provvedimenti solleciti al fine di dare risposta a problemi che la popolazione veronese sente e di cui avverte l'ingenza.
Sono stati evidenziati cinque ambiti di ricerca (il territorio, l'urbanistica, la viabilità, il trasporto pubblico e privato e l'arredo urbano) e per ognuno di essi si sono delineate delle ipotesi d'intervento o di modifica.
Territorio
Valorizzazione delle potenzialità della città mediante una più efficace partecipazione ai processi decisionali riguardanti l'assetto territoriale di Verona in relazione ai programmi internazionali, nazionali, regionali, provinciali ed intercomunali. Ad esempio a Venezia si costituisce l'area metropolitana del Veneto, che comprende Mestre, Venezia e Padova. L'esclusione di Verona è senza dubbio penalizzante. Analogo ragionamento vale per l'alta velocità (o per la velocità elevata): se non la si realizza nella pianura padana, la direttrice dei grandi scambi si sposterà sulla pianura tedesca.
Ricerca di una migliore qualità della vita nel territorio comunale, incentivando gli aspetti umani, sociali, artistici, culturali, produttivi e turistici della città e dei quartieri periferici (nell'obiettivo di non avere più quartieri dormitorio o un centro storico proprietà delle banche).
Urbanistica
Istituzione di un servizio comunale per il recepimento delle proposte e delle esigenze dei cittadini in campo urbanistico.
Revisione del Piano Regolatore Generale con definizione, entro un anno, dei piani di recupero onde consentire l'edificazione, e non solo il restauro, anche nei nuclei di antica origine nel rispetto e nella valorizzazione dell'ambiente storico.
Incentivazione del restauro e dell'edilizia residenziale con defiscalizzazione degli interventi.
Utilizzo delle aree e degli edifici pubblici, "grandi contenitori" abbandonati e vuoti; ad esempio le caserme, l'Arsenale, Castel S. Pietro, i palazzi degli Scaligeri, la Granguardia ecc.
Censimento delle proprietà immobiliari del Comune (attualmente non disponibile) al fine del loro utilizzo oppure della loro alienazione allo scopo di finanziare la sistemazione del residuo patrimonio pubblico senza gravare sulle finanze locali.
Ridefinizione urbanistica e viabilistica della ZAI "storica" per creare nuovi insediamenti produttivi e commerciali che determinino aumento dei posti di lavoro. L'attività in tale zona dovrà essere attuata tramite una specifica attenzione delle esigenze degli operatori (a questo proposito si segnala il fatto che diverse aziende di importanza nazionale non si sono installate a Verona per mancanza di spazio).
Individuazione di nuove aree per lo sviluppo industriale ed artigianale ed attivazione della "Marangona" e del cosiddetto "polo tecnologico".
Snellimento delle procedure per il rilascio delle Concessioni Edilizie nel tempo totale di tre mesi (attualmente è di un anno e mezzo). L'esame del progetto dovrà essere globale e le eventuali osservazioni dovranno essere rese in un unico documento scritto.
Viabilità
Decongestione del traffico urbano del centro storico e delle aree periferiche limitrofe completando la complanare e la circonvallazione Nord (traforo delle Torricelle). Tali opere devono essere integrate con la realizzazione di opportuni parcheggi pubblici e privati, scambiatori e per residenti, da realizzare nelle zone più prossime al centro storico e nelle aree di grande affluenza quali ospedali, uffici pubblici, università ecc.
Le banche, ad esempio, potrebbero attivare un sistema di navette per i loro impiegati e realizzare un parcheggio esterno proprio.
Sistemazione delle piazze, delle strade, dei marciapiedi ecc. Con particolare attenzione al reale utilizzo pedonale e veicolare della città, ricercando anche nuove aree pedonali servite da parcheggi.
Attivazione e sviluppo di percorsi ciclabili usufruibili anche da persone portatrici di handicap.
Trasporto pubblico e privato
Razionalizzazione ed integrazione tra servizi pubblici ferroviari ed automobilistici mediante l'istituzione di consorzi pubblico-privati con lo scopo di migliorare i collegamenti interurbani, quelli della città con i centri periferici e quelli turistici.
Ripristino delle linee circolari di autobus con realizzazione di una comoda rete di penetrazione urbana attuabile con frequenti corse di minibus elettrici
Immagine della città ed arredo urbano
Attenzione e rispetto al decoro della città, dei suoi monumenti, dei suoi edifici e degli spazi aperti. Disciplina rigorosa dei plateatici, delle insegne, della cartellonistica pubblicitaria; cura nella collocazione di elementi quali: cassonetti, portarifiuti, cabine telefoniche, segnaletica stradale, ecc. per rendere più vivibile e godibile il centro cittadino e le zone periferiche.
Cura, manutenzione e rinnovamento del verde pubblico con particolare riguardo ai parchi, ai giardini e ai viali.
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