SPELEOLOGIA IN BREVE

SAPERNE DI PIU' SENZA ANNOIARSI




Chi di voi ha letto Il signore degli anelli?
La realtà delle grotte niente ha da invidiare alle storie fantastiche che il libro racconta: spesso le supera.
Ambienti orridi e meravigliosi al tempo stesso sono quelli che lo speleologo si trova a percorrere.
Qando il gioco di una nuova esplorazione prende il via, si sa da dove si comincia ma non dove si andrà a finire.
Una volta dentro, non è mai possibile sapere a priori cosa si nasconde sopra o sotto una voragine o dietro la svolta di una galleria: lo si può scoprire soltanto andando avanti a tutti i costi.
La suggestione che certi ambienti sotterranei possono trasmettere è spesso difficilmente descrivibile con parole adatte.
Alcune immagini fotografiche permettono di intuire qualcosa, ma la sensazioni che si provano trovandosi di persona in quei luoghi, superano l'immaginazione.
Le numerose branche in cui si suddivide la speleologia fanno sì che questa sia una delle materie più curiose, complete e interdisciplinari tra quelle che si possono praticare in montagna o a contatto con un ambiente naturale.
Ben pochi di voi possono immaginare quanti uomini e donne stanno vivendo piccole o grandi avventure, estremamente diverse tra loro, che in comune hanno solo il luogo in cui si svolgono: le viscere della Terra, la parte nascosta del nostro pianeta.
Proprio adesso e in ogni angolo del mondo, certamente un esploratore, un uomo di punta, sta provando l' intensa emozione di calpestare, per la prima volta, un luogo che mai ha visto essere umano dall' inizio dell' universo.
Viaggiando per 20, 30, 40 ore senza fermarsi, senza mangiare, con due sacchi tubolari pieni di materiale sulle spalle, superando ogni genere di difficoltà, assapora in pieno il gusto per lo sforzo fisico in una palestra naturale dove nessuno lo può disturbare o vedere.
Per spingersi sempre più lontano o in profondità, non esita a superare passaggi così stretti da costringerlo a spogliarsi completamente per poi rivestirsi dall' altra parte.
Se l' uomo di punta vive la parte forse più sportiva e avventurosa dalla speleologia guadando e navigando fiumi sotterranei, superando pareti in salita e discesa senza chiedere nulla in cambio se non il piacere dell' esplorazione pura, c'é anche chi si adatta all' ambiente talvolta ostile delle grotte per una passione molto diversa e alla ricerca di qualcosa di concreto da portare a casa.
Mentre l' uomo di punta sta magari ripercorrendo tutta la strada fatta per tornare verso il mondo di tutti i giorni, verso il sole, in un altra grotta è in azione un biospeleologo, un entomologo.
Sdraiato per terra, armato di bottigliette piene di prodotti chimici, di aspiratori, di ingegnose trappole, consuma una battuta di caccia grossa tra il fango e i detriti.
Niente mostri o dinosauri.
L' entomologo nelle caverne cerca piccole forme di vita, innocui insetti, ma dalle caratteristiche così particolari da aver fatto riempire un gran numero di libri.
Ancora oggi ci sono buone possibilità di effettuare scoperte che possono interessare i musei e le università.
Se laciamo l' entomologo alle sue bestie e curiosamo un pò in giro, dentro a un' altra montagna è possibile sorprendere chi è indaffarato per portarsi a casa... l' intera grotta.
Naturalmente nell' unico modo possibile: con la fotografia o la cinematografia.
Esercitare queste due arti nel mondo sotterraneo comporta difficoltà indescrivibili: per superarle non basta essere bravi operatori e buoni speleologi.
Devono essere risolti enormi problemi di illuminazione e di trasporto di materiali delicati, costosi e pesanti lungo percorsi che spesso si rivelano impegnativi anche se compiuti a mani libere.
Quando però il gioco riesce bene, i risultati sono così carichi di suggestione da lasciare pieni di meraviglia autori e spettatori.
Ma i visitatori delle tenebre non sono tutti quì, c'è chi studia gli stupendi minerali che si formano solo nelle grotte, i geologi che diventano anche speleologi, chi colora i fiumi sotterranei (con coloranti innocui sia chiaro) per sapere dove vanno a finire, chi armato di strumenti di misura sezioni, direzione magnetica, inclinazione di quel dedalo di gallerie, pozzi e sale che si snoda in ogni grotta.
Quest' ultimo lavoro, che agli occhi di un profano potrebbe apparire sterile e fine a se stesso, è invece utilissimo.
Con i dati ottenuti dalle misurazioni, si possono sviluppare a tavolino dei disegni in scala che evidenziano la pianta e la sezione longitudinale della grotta e che vengono poi depositati al Catasto Grotte.
Per mezzo dei disegni, detti rilievi, tutti gli speleologi possono documentarsi prima di una spedizione.
Inoltre, chi è capace di leggerli e interpretarli a dovere, può sempre sapere in quale punto della montagna si trovi in quel dato momento.
Come in ogni materia, anche in speleologia esistono naturalmente dei fuori classe che riescono a svolgere tutte le attività finora descritte, tutte insieme o alternandole a piacere.
Ma accanto a questa schiera di specialisti, esiste anche una moltitudine di persone che frequenta le grotte solo per fare dello speleotrekking.
Anche quelli che, alla pari di tranquilli escursionisti della domenica, si limitano semplicemente a passeggiare lungo i tratti noti e meno difficili delle 15000 grotte che oggi si conoscono in Italia sono speleologi in piena regola.
Camminare dentro le montagne, anche senza grandi intenti è già avventura.
Le grotte rappresentano, sulla Terra, l' ambiente più simile agli spazzi interplanetari per isolamento e invariabilità delle condizioni climatiche.
Questo unito alla tortuosità degli itinerari , fa sì che ogni principiante al termine di un giro di poche centinaia di metri (che può impeggnare anche per parecchie ore), abbia l' impressione di aver compiuto un viaggio sotterraneo di chilometri e chilometri.
Non vi ho ancora parlato di altri aspetti, come l' utilità della speleologia quando, per esempio, gli esploratori trovano importanti fonti di approvvigionamento idrico, risolvendo l' importante problema dell' acqua per i paesi circostanti.
Non vi ho detto delle grandi amicizie che nascono, alla vigilia di una nuova impresa o in un rifugio di montagna, tra speleologi anche di diversa nazionalità.
Vi ho risparmiato la descrizione di lunghe quanto feroci e simpatiche polemiche esplose per stabilire la paternità di questa o quella esplorazione, ma credo a questo punto risulti facilmente intuibile quanto vasti e vari siano gli aspetti di questo strano sport delle tenebre.
Uno sport che ha molti seguaci in parecchi Paesi stranieri e che sta attraversando un periodo di notevole espansione anche in Italia.
Ma cosa sono in realtà le grotte? Come si può comincire ha conoscerle? Mentre osservate le fotografie e i filmati che riusciamo a carpire alle viscere della Terra, non credo che sia facile per voi capire che la storia di quei luoghi comincia milioni di anni or sono, sul fondo del... mare.
Proprio così.
Le grotte più lunghe, più profonde e anche più spettacolari del mondo si snodano infatti all' interno di montagne a prevalente costituzione calcarea.
Solo che dove ora sorgono queste montagne, un tempo c'erano pianure e mari.
Allora, un numero incalcolabile di microorganismi marini, al termine della loro vita, precipitavano sul fondo ammassandosi fino a formare grandi spessori che, anche in gergo geologico, si definiscono strati.
Questi strati potevano (e possono, perchè anche oggi ne esistono in formazione) sovraporsi anche per centinaia di metri.
Per motivi che qui sarebbe lungo spiegare, in condizioni favorevoli gli strati subivano un processo di pietrificazione, dando lugo appunto a quella roccia sendimentaria che è definita calcarea.
Sottoposto alle immani spinte della tettonica e a stiramenti e compressioni dovuti a eventi geologici, queste bancate calcaree sono poi diventate terre emerse.
Nel corso della fase di innalzamento gli strati subiscono però sollecitazioni molto potenti che tendono a formare nella giovane montagna un reticolo di fessurazioni verticale e orizzontali.
Le acque meteoriche o quelle di scorrimento dei ghiacciai fanno il resto.
Scorrendo per milleni, operando erosioni chimiche e meccaniche all`interno dei piccoli passggi, li trasformano in gallerie o pozzi o grandi sale, finalmente percorribili dall`uomo.
Anche se su scala umana nelle grotte non succede nulla, queste sono in continua, lenta evoluzione.
Fenomeni di crollo assestano le pareti instabili.Le acque che giungono a sgocciolare dalle volte e dai soffitti, sature di carbonato di calcio, creano sculture naturali meravigliose, di forme e colori infiniti.
I fiumi allargano e scavano meandri rombando senza sosta, alla ricerca di una via di uscita e del mare.
Ma come fare per diventare uomini di punta o semplici visitatori, per vivere con i propi occhi e i propi sensi le avventure che regalano gli abissi della Terra?
Innanzitutto, almeno per le prime uscite, è meglio lasciar perdere le grotte record del mondo, anche perchè queste rappresentano per la speleologia quello che in alpinismo è costituito dai grandi ottomila himalayani.
E non conviene neppure affidarsi ai libri e alle riviste specializzate che segnalano l'ubicazione e la descrizione di molte cavità: con la speranza di emozioni a non finire si rischia di conoscere invece il panico con la p maiuscola, accorgendosi di qanto sia facile, per un inesperto, perdersi nelle grotte.
Vi assicuro che il fascino delle grotte, per chi viene tirato fuori inpaurito o ferito in barella, va a farsi benedire per un bel po' di tempo.
Speleologi non si nasce, si diventa e, l' ho già scritto da qualche parte, non con i libri.
Occorono attrezzature adeguate e nozioni teoriche. Nel corso delle prime visite è indispensabile essere guidati da gente esperta.
Allora i pericoli diminuiscono a livelli ragionevoli fino a scomparire del tutto, salvo l'imponderabile, non dipendente da errori umani, che è però ingrediente immancabile di ogni avventura.
Quindi, leggete pure i libri di speleologia che sono tutti belli e raccontano quasi sempre esperienze fantastiche, ma quando si tratta di varcare la soglia che divide la luce dal buio, rivolgetevi a un Gruppo Speleologico.Ne esiste almeno uno in ogni principale città Italiana, spesso anche nei centri minori e nei paesini più sperduti.
I Gruppi Speleologici organizzano ogni anno corsi di formazione per principianti a costi davvero molto contenuti.
Avrete così anche il vantaggio di ottenere, per i primi tempi, molte delle attrezzature necessarie in prestito e di poter poi acquistare quanto serve a prezzi di favore.
Anche recandovi presso un Gruppo fuori dal periodo del corso, sarette accolti a braccia aperte da una banda di nuovi amici, perchè come avete visto, il lavoro nelle grotte non manca, qualunque sia la vostra vocazione.
Vi metteranno in testa un casco con doppio sistema di illuminazione, speciali tute sul corpo, stivali ai piedi e un imbrago con moschettoni ai fianchi.
Imparerete a orientarvi nei dedali delle grotte, a calarvi e risalire in piena sicurezza lungo sottili ma robuste corde che vi porteranno in baratri affascinanti.
Saprete come soccorrere un compagno in difficoltà, come stendere o leggere un rilievo, come sopravvivere in uno strano ambiente e come fotografarlo, come evitare i pericoli di una piena.
Se siete portati, scoprirete anche come ci si arrampica su una parete bagnata e per di più buia.
I vostri occhi vedranno dal vero le prime stalattiti e resterete meravigliati, poi subentreranno tanti altri interessi e sarete voi a scegliere; a capire che ne vale la pena.

                                                 Alberto Lanfranconi

TORNA AL MENU INIZIALE