|
un training correttivo per gestire in modo accettabile la realtà della balbuzie - ideazione ed
organizzazione metodologica e didattica di teodorico battaglini © 1998 Ecco la definizione di balbuzie che si può trovare su una qualsiasi enciclopedìa o su un vocabolario enciclopedico afasia associativa :difetto del linguaggio che si manifesta con parlare periodicamente interrotto ed esitante e con frequènte ripetizione delle sillabe; dovuto ad incapacità di coordinare l'azione di certi muscoli (gutturali, linguali o labiali) della fonazione; cronicizzandosi l'affezione insorgono complicazioni di carattere psichico con profonde deviazioni del carattere; si cura con la rieducazione dei singoli elementi genetici del linguaggio e con la psicoterapìa. Non è specificato chiaramente se si tratti di malattìa però, di solito, non viène considerata tale e, se andassimo a farci una visita approfondita verremmo a sapere che la nostra anatomìa è assolutamente corretta, che le nostre corde vocali sono perfettamente a pósto e così pure la nostra lingua, le nostre labbra e i nostri dènti... Non c'è dubbio, deve essere così perché quando abbiamo cominciato a parlare parlavamo bène - pur con i problemi di tutti i bambini - e il guaio si è verificato più tardi tra i sei e i dièci anni... Ricordiamo probabilmente quando all'incirca abbiamo cominciato a balbettare ma non ne ricordiamo le cause. Possiamo escludere che sia da attribuire ad un trauma fisico (incidènte con conseguènti ferite) ma non possiamo escludere che si sia trattato invéce di un trauma psicologico... Se uno dei genitori èra balbuziènte, si tènde ad identificare la causa con una sorta di imitazione dimenticando che è normale per ogni bambino balbettare in una certa fase della sua crescita, si tratta di una manifestazione di timidezza o di difficoltà nell'articolazione. Il problema, a parte casi rarissimi, scompare con la crescita. Semplificando al massimo, possiamo affermare che un fatto, un evènto della nostra vita infantile ci ha portati a scégliere di balbettare perché, in questo modo, cerchiamo di sminuirci, di svalutarci e (guarda un po') di attirare l'attenzione altrui, di farci compatire e, magari, di farti un po' coccolare... |
