CENTRO DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO

VERONA


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Ministero del Tesoro - Decreto 21 novembre 1991

Modalita' per la costituzione dei fondi speciali per il volontariato presso le regioni

Art. 1 Destinazione delle somme

Art. 2 Fondo speciale presso ogni regione

Art. 3 Centri di Servizio

Art. 4 Compiti dei Centri di servizio

Art. 5 Funzionamento dei Centri di Servio

Art. 6 Disposizioni per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e Bolzano

Art. 7 Disposizioni transitorie

Art. 1 Destinazione delle somme

  1. Gli enti di cui all'art.12, comma 1, del decreto legislativo n.356 del 1990, e le casse di risparmio ripartiscono annualmente le somme di cui all'art.l5 della legge 11 agosto l991,n.266, destinandone:
  2. La ripartizione percentuale delle somme di cui al comma precedente è effettuata dagli enti in sede di approvazione del bilancio preventivo di cui all'art.14 del decreto legislativo n.356 del 1990 e, dalle casse di risparmio, all 'atto dell'approvazione del bilancio di esercizio. Entro un mese dall'approvazione di tali bilanci gli enti e le casse segnalano al Comitato di gestione di cui al successivo art.2, comma 2, 1'ammontare delle somme assegnate alle singole regioni. Per gli enti il termine di un mese decorre dalla data dell 'approvazione del bilancio da parte del Ministero del tesoro. Le somme sono accreditate al fondo di cui al medesimo art.2, comma l.
  3. Copia della segnalazione di cui al comma precedente è trasmessa al presidente dell'Osservatorio nazionale per il volontariato di cui all'art.l2 della legge n.266 del 1991 e all'Associazione fra le casse di risparmio italiane.

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Art. 2 Fondo speciale presso ogni regione

  1. Presso ogni regione è istituito un fondo speciale, denominato "fondo di cui alla legge n.266 del 1991", nel quale sono contabilizzati gli importi segnalati dagli enti e dalle casse di cui all'art. l, comma 1, del presente decreto.Tali somme costituiscono patrimonio separato avente speciale destinazione, di pertinenza degli stessi enti e casse. Esse sono disponibili esclusivamente per i Centri di Servizio di cui all' art. 3 che le utilizzano per le finalità di cui all'art.4.
  2. Ogni fondo speciale è amministrato da un Comitato di gestione composto: dal presidente della Giunta regionale, ovvero da un suo delegato; da quattro rappresentanti delle organizzazioni di volontariato - iscritte nei registri regionali - maggiormente presenti nel territorio regionale, nominati dal presidente del Consiglio regionale; da un membro nominato dal Ministro per gli affari sociali; da sette membri nominati dagli enti e dalle casse di cui all'art.l, comma 1, del presente decreto secondo le modalità di cui al successivo comma 5; da un membro nominato dall' Associazione fra le casse di risparmio italiane secondo le modalità di cui al successivo comma 6. I membri restano in carica per un biennio. Le cariche sono gratuite; ai membri compete il rimborso delle spese effettivamente sostenute per partecipare alle riunioni.
  3. Nel corso della prima riunione, ciascun Comitato di gestione, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, fissa le norme disciplinanti le modalità di funzionamento ed elegge nel suo seno il presidente.
  4. I1 Comitato di gestione:
  5. Agli enti e alle casse di cui all'art.l, comma 1, del presente decreto spetta nominare un proprio componente per ogni settimo del totale delle somme destinate al fondo speciale presso la regione. Nel caso residuino frazioni inferiori al settimo il componente è designato dall'ente o dalla cassa cui corrisponde la frazione più alta. Il calcolo viene effettuato dall'Associazione fra le casse di risparmio italiane con riferimento alla data del 30 giugno e tiene conto degli importi che siano destinati al fondo da ciascun ente o cassa nei dodici mesi precedenti. La medesima Associazione provvede a comunicare ad ogni ente o cassa il numero dei membri che a ciascuno di essi compete come risultato del calcolo di cui al presente comma.
  6. L'Associazione fra le casse di risparmio italiane nomina un componente del Comitato di gestione individuandolo in un rappresentante di uno tra gli enti o casse che abbiano contribuito al fondo speciale. Nell'effettuare tale scelta l'Associazione privilegia, anche con criteri di rotazione, gli enti e le casse che, pur avendo contribuito, non abbiano titolo a nominare un proprio membro ai sensi del comma precedente.

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Art. 3 Centri di Servizio

  1. Gli enti locali, le organizzazioni di volontariato di cui all'art.3 della legge n.266 del 1991, in numero di almeno cinque, nonché gli enti e le casse di cui all'art.l, comma l, del presente decreto e le federazioni di volontariato di cui all'art.l2, comma l, della legge stessa, possono richiedere al Comitato di gestione la costituzione di un Centro di Servizio di cui all' art. 15 della legge citata.
  2. L'istanza è avanzata al Comitato di gestione per il tramite dell'ente locale ove il Centro deve essere istituito; l'ente locale, entro trenta giorni dalla ricezione dell' istanza, trasmette la stessa, corredata del proprio motivato parere, al Comitato di gestione.
  3. Il Comitato di gestione iscrive il Centro di Servizio nell'elenco di cui all'art.2, comma 4 lettera b), del presente decreto, previo accertamento che il Centro stesso:
  4. Il funzionamento dei Centri di Servizio è disciplinato da apposito regolamento approvato dagli organi competenti dei soggetti di cui alle lettere a ) e b) del comma precedente. Tali regolamenti si ispirano ai principi di cui all'art.3, comma 3, del legge n.266 del l991.
  5. I Centri di Servizio di cui alla lettera a) del comma 3 sono cancellati dall'elenco previsto dall'art.2, comma 4, lettera b), nel caso in cui siano stati definitivamente cancellati dai registri istituiti ai sensi dell'art.6 della legge n.266 del l99l. I Centri di Servizio di cui alla lettera b) del comma 3 sono cancellati dal medesimo elenco qualora venga accertato con la procedura di cui all' art.6, commi 4 e 5, della legge n.266 del l991, il venir meno dell' effettivo svolgimento dell' attività a favore delle organizioni di volontariato.

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Art. 4 Compiti dei Centri di servizio

  1. I Centri di Servizio hanno lo scopo di sostenere e qualificare l'attività di volontariato. A tal fine erogano le proprie prestazioni sotto forrna di servizi a favore delle organizzazioni di volontariato. In particolare, fra l'altro:

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Art. 5 Funzionamento dei Centri di Servio

  1. Gli enti e le casse di cui all'art.l, comma 1, depositano presso enti creditizi da loro scelti, iscritti all' albo di cui all' art.29 del regio decreto-legge 12 marzo 1936, n.375, a favore di ciascun Centro di Servizio, gli importi di rispettiva pertinenza comunicati annualmente dal Comitato di gestione. Il deposito viene effettuato entro un mese dalla ricezione di tale comunicazione.I Centri di Servizio prelevano le somme necessarie al proprio funzionamento.
  2. I Centri di Servizio redigono rendiconti preventivi e consuntivi. Tali rendiconti sono trasmessi, al Comitato digestione competente per territorio. I proventi provenienti invece da diversa fonte sono autonomamente amministrati.

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Art. 6 Disposizioni per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e Bolzano

  1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano disciplinano con proprio provvedimento, tenendo conto delle rispettive realtà locali, quanto previsto nei precedenti articoli 2, 3, 4 e 5, nel rispetto dei principi contenuti nella legge n.266 del 1991 e dei criteri risultanti dalle norrne del presente decreto.

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Art. 7 Disposizioni transitorie

  1. Per le casse, il primo esercizio a partire dal quale il presente decreto trova applicazione, per la parte concernente la destinazione delle somme di cui all'art.l5 della legge n.266 del 1991, è quello chiuso successivamente alla data di entrata in vigore del decreto medesimo; per gli enti, il primo esercizio è quello aperto successivamente alla data di entrata in vigore del decreto.
  2. La prima segnalazione di cui all'art.l, comma 2, del presente decreto, è effettuata, fino a quando non verranno istituiti i Comitati di gestione, all' Associazione fra le casse di risparrnio italiane nonché al presidente dell'Osservatorio nazionale del volontariato di cui all'art.l2 della legge n.266 del 1991.
  3. I1 primo riparto di cui al precedente art.2, comma 5, è effettuato con riferimento alle somme destinate al fondo speciale dagli enti o casse di cui all'art.l. comma 1, sino al 30 giugno 1992.

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