Progetto autonomie

A partire da novembre 2000 sono riprese le attività del “Gruppo autonomie” che vedranno coinvolti i ragazzi più grandi dell’Associazione, d’età compresa tra i quattordici e i trent’anni. L’esperienza maturata lo scorso anno ci ha portato  a programmare diversamente gli interventi. Infatti le valutazioni emerse a fine lavori ci hanno portato a constatare che:

§         i ragazzi hanno manifestato una forte motivazione nei confronti delle aree di apprendimento e di sviluppo affrontate.

§         la necessità di prevedere cicli di lavoro di durata superiore, a causa della complessità degli obiettivi individuali.

§         la necessità di suddividere i ragazzi in gruppi più piccoli ed omogenei  per età e per competenze, in modo da avere un contatto più diretto con ciascun ragazzo.

§         occorre coinvolgere maggiormente i genitori, in modo da garantire più continuità alle richieste fatte dagli operatori.

In funzione di queste valutazioni, l’inizio delle attività vere e proprie  è stato preceduto dalla somministrazione di un questionario ad ogni ragazzo coinvolto, finalizzato ad investigare le competenze del ragazzo nell’area della gestione del sé (vestirsi, lavarsi, mangiare/bere, spostarsi, comunicare) e nell’area delle abilità della vita quotidiana (farsi da mangiare, eseguire lavori domestici, uso del denaro, uscire, utilizzo dei mezzi pubblici, comprensione del tempo cronologico, negozi, uso del telefono).

Abbiamo scelto la modalità “intervista al ragazzo” anziché la modalità “intervista al genitore” al fine di dare al ragazzo stesso lo spazio per esprimere liberamente ciò che effettivamente pensa siano le proprie capacità.

I dati raccolti con tale questionario ci hanno permesso di valutare, ed in parte aggiornare, quali siano effettivamente le esigenze di sviluppo dei ragazzi, legate al “diventare adulti”, ed è a partire da questi dati che è stato progettato l’intervento. Esso prevede sia un  aspetto ricreativo sia educativo.

L’attività ricreativa è coordinata da  un gruppo di operatori volontari e consiste in uscite per assistere a partite di calcio e di basket, per pizze, concerti, feste, ecc. Il programma viene  costruito nel corso dell’anno e comunicato via via alle famiglie.

L’aspetto educativo, invece, sarà seguito da un gruppo di sette operatrici con formazione od esperienza psicopedagogica e avrà caratteristiche, come accennato precedentemente, differenziate a seconda delle esigenze dei singoli ragazzi.

Il progetto ha portato ad identificare quattro aree di lavoro:

  1. consapevolezza del sé.

  2. orientamento sul territorio.

  3. simulazione denaro/negozi.

  4. lavoro in sede sulla gestione del sé.

L’appartenenza di ciascun ragazzo all’uno o all’altro gruppo  non viene definita in modo fisso ed immutabile ma, al contrario, nel caso in cui si riscontri che le esigenze di sviluppo del ragazzo cambino o siano diverse da quanto definito inizialmente, sarà possibile spostarlo.

Le metodologie utilizzate sono di vario tipo (come ad esempio esercitazioni pratiche, attività al computer, giochi di simulazione, ecc.) ed anche differenziate, in base al percorso programmato per ogni singolo ragazzo.

L’organizzazione in piccoli gruppi permetterà di individualizzare maggiormente il lavoro, anche in prospettiva di un discorso di continuità a casa. Ogni operatore, infatti, dovrà ritagliare un po’ di spazio da dedicare a brevi colloqui con i genitori in cui poter decidere. Di volta in volta, su cosa puntare a casa, sempre in riferimento a quello che viene fatto in sede. L’obiettivo è di lavorare in sintonia sia a casa che al Centro.

Dott.ssa Lucia Berini
psicologa