
Domenica
19 novembre 2000 – ore 22.05
Me
ne sono stata seduta per quasi tutto il tempo all’angolo della pista, ma non
preoccupatevi, non mi sono annoiata. A me non piace la discoteca (si possono
contare sulle dita di una mano le volte in cui ci sono andata) ma, per oggi,
ho deciso comunque di “riprovare”.
Diciamolo
pure, senza falsa modestia o tanti giri di parole: l’ho fatto per l’A.G.b.D.,
o meglio, per i ragazzi dell’Associazione. Ci sono venuta perché mi sono
sentita stimolata. Non ho ballato, ma ho fatto un’altra cosa, a mio avviso
ugualmente piacevole: ho osservato il nostro gruppo, i nostri ragazzi mentre
ballavano, mentre si divertivano. Oh, non crediate che sia poco! E’ una
soddisfazione vedere persone entusiaste, contente, forse un po’ sudate, ma
che importa? Vuol dire che si stanno scatenando. Magari non tutti, ma la
maggior parte senza dubbio.
Da
parte mia mi sono trovata, per più di un’ora, una specie di “coperta”
umana sulle mie spalle che rispondeva al nome di Morena. Morena non voleva
ballare, aveva il “mal di testa”, ma poi mi ha confessato che a lei
la discoteca non piaceva proprio! ”Embè? Siamo in due” le rispondo, e
aggiungo “l’importante è la compagnia”. Non so quanto mi abbia
ascoltato nella sua fase di dormiveglia, associato ad emicrania, ma credo,
comunque, che quest’uscita abbia fatto bene anche a me, perché c’era un
bel gruppo di persone, o meglio, un gruppo di belle persone, che ”suona”
meglio.
E
poi, non c’era solo da discoteca. Il McDonald’s dove lo mettiamo? Dopo un
pomeriggio passato a ballare (non parlo per me, lo sapete già) ci voleva pure
il classico hamburger con la coca cola a rifocillare questi ragazzi così
accaldati….. ma soprattutto contenti! E non bisogna dimenticare (e
naturalmente ringraziare) il super-iper-efficientissimo servizio ricevuto al
“Queen”.Uè, io stavo da papa, seduta sul divanetto a mangiare e a bere,
perché non c’era bisogno nemmeno di fare la “fatica” di alzarsi per
andare al bar: ve l’ho detto, serviti e riveriti! E’ stato un successo,
anche se, devo ammettere, fuori della discoteca, prima di entrare,
abbiamo avuto dei dubbi… Ma forse è normale, era la prima volta! Magari
abbiamo avuto paura di non farcela, di non saper gestire la situazione e
forse, diciamolo pure fuori dei denti, avevamo timore degli “altri”. E chi
erano poi gli “altri” ?Erano semplicemente degli adolescenti, ragazzini
con i capelli sparati all’insù e gli occhiali da sole sulla fronte e
ragazzine super truccate e minivestite. E poi, giusto per farci quattro
risate, avevamo solo che da imparare da loro. Dico, ma ci siamo visti?!
Appena
messo piede in discoteca (non in pista o al guardaroba) sembravamo atterrati
su Marte. Stefano che chiede due volte come funziona l’iter
biglietto-soldi-pagamento; Monica che domanda all’addetto al guardaroba se
“dentro servono soldi” ed io, non contenta, riguardo il poveretto e gli
chiedo perché la mia borsa la mette assieme alla giacca mentre gli zaini
delle altre in un’altra stanza. Appunto perchè sono zaini e sono più
grossi li mette da un’altra parte. Aaah! Adesso ho capito! Siamo o non siamo
dei fenomeni?
Vabbè
ragazzi, adesso vi saluto, vado a “struccarmi” (mi sono fatta bella
anch’io per l’occasione) e a bermi una bella camomilla.
…Ah,
una cosa .... alla prossima!
Sara
Da Como
Volontaria dell’A.G.b.D.
Sara Da Como